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sbarbesta
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Nel caso della famiglia nel bosco, anche il ritorno a casa diventa un percorso a ostacoli. Il Tribunale dell’Aquila ha aperto al riavvicinamento dei bambini ai genitori nei luoghi a loro cari, compresa la casa da cui tutto è iniziato. Ma pare che servizi sociali abbiano prima rallentato l’organizzazione dell’incontro, poi escluso la vecchia abitazione e infine spostato tutto in un luogo protetto. Risultato: niente vero ritorno a casa, niente incontro nell’ambiente familiare, niente animali a cui i bambini sono legati. Solo l’ennesima procedura, l’ennesimo controllo, l’ennesima prova da superare. E un incontro che doveva durare 90 minuti si sarebbe ridotto a circa tre quarti d’ora. Dopo mesi di separazione, forse è il momento di chiedersi se le istituzioni stiano davvero aiutando questa famiglia o se stiano continuando a trattarla come qualcosa da correggere, regolare, rieducare.

Orso Bruno a cura di @francescoborgonovo_real


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sbarbesta
0 Views · 7 hours ago

Sul caso Fakir la sinistra ha già scritto la sentenza: polizia colpevole, piazza mobilitata, fascismo evocato ovunque. Ma la realtà è molto più complessa. Gli agenti sono intervenuti dopo la chiamata dei cittadini, hanno messo subito a disposizione le bodycam e stanno collaborando con la massima trasparenza. Eppure il processo pubblico è già partito, tra manifestazioni, slogan e accuse ideologiche. Il punto non è negare che la morte di Abderrahim Fakir sia una tragedia. Il punto è chiedersi perché si guardi solo alla polizia e si cancelli tutto il resto: i precedenti, il fatto che non avrebbe dovuto essere ancora in Italia, il contesto dell’intervento e chi era lì ad aiutare gli agenti. Quando la realtà non entra nello schema, viene rimossa. E così una tragedia diventa l’ennesimo pretesto per accusare la polizia e nascondere i problemi dell’immigrazione.

Orso Bruno a cura di @francescoborgonovo_real


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sbarbesta
0 Views · 7 hours ago

Dopo la guerriglia No Tav in Val di Susa si contano oltre un milione di euro di danni, 120 agenti feriti e migliaia di identificati. Eppure, come spesso accade con certi ambienti antagonisti, la mano sembra sempre più morbida: pochi arresti, molte giustificazioni e il solito racconto romantico dei “contestatori”. Il problema non è criminalizzare ogni protesta. Il problema è capire quando la protesta diventa devastazione organizzata. Perché davanti a resistenza aggravata, lesioni e assalti ai cantieri non siamo più nel campo del dissenso, ma della violenza politica. Eppure il trattamento cambia a seconda del colore. Per l’assalto alla Cgil si invocarono scioglimenti, galera e allarme fascismo. Con i No Tav, invece, si parla ancora di compagni che sbagliano. Due pesi, due misure: violenti cattivi da una parte, violenti buoni dall’altra.

Orso Bruno a cura di @francescoborgonovo_real


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sbarbesta
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Piero Pelù, Marracash e altri artisti invitano a “comprendere” il disagio dei giovani e la rabbia esplosa nelle piazze. Mario Draghi parla di aspettative bloccate e prospettive negate. Ma il paradosso è evidente: durante il Covid, molti degli stessi protagonisti sostenevano restrizioni che limitarono pesantemente proprio la vita dei giovani, tra Dad, Green Pass ed esclusioni dalla socialità. Oggi il disagio va capito, mentre ieri andava represso. E questa doppia morale, più che spiegare la rabbia giovanile, finisce per raccontare l’ipocrisia di chi la commenta.

Orso Bruno a cura di Francesco Borgonovo

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sbarbesta
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Alla fiera letteraria romana Più Libri Più Liberi non ci saranno le case editrici di destra Idrovolante e Passaggio al Bosco. La seconda, anche a causa delle polemiche sul patentino antifascista, non ha presentato domanda in tempo. Idrovolante invece è stata esclusa con una motivazione ridicola e politica, come spiega Daniele Dell’Orco. Sarà presente invece Francesco Giubilei, con cui discutiamo la provocazione dell’altro editore Emanuele Pilia: i fascisti, secondo lui, non si combattono solo con le idee, ma anche fisicamente. Sullo sfondo resta sempre lo stesso nodo: il patentino antifascista serve davvero a difendere la cultura o soltanto a decidere chi può entrare e chi deve restare fuori?


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sbarbesta
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Dal caso Modena al tema della cittadinanza facile, Matteo Brandi, presidente di Pro Italia, smonta la narrazione dell’integrazione automatica e riflette su identità, appartenenza e propaganda. Secondo Brandi, ridurre la cittadinanza a un semplice pezzo di carta significa svuotarne il valore culturale e trasformare ogni critica al modello multiculturalista in un tabù da censurare.


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sbarbesta
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La satira oggi è ancora davvero libera? In questa puntata di Sì sì / No no, Francesco Borgonovo e Paolo Gambi si confrontano sul ruolo della comicità, della satira e della stand-up comedy, discutendo di libertà d'espressione, conformismo e politicamente corretto, tra Ricky Gervais, Crozza, Guzzanti e molti altri.

A cura di @francescoborgonovo_real con @PaoloGambipoesia


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